Master la Responsabilità Etico Sociale delle Imprese

Case study sul principio 1


Principio n.1:
Le imprese dovrebbero sostenere e rispettare i diritti umani nell’ambito delle rispettive sfere d’influenza

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Perché i diritti umani sono importanti per le imprese?

Ad essere responsabili dei diritti umani non sono solo i Governi o gli Stati. Le questioni relative ai diritti umani sono importanti sia per i singoli individui che per le organizzazioni di cui essi fanno parte. Per rispettare l’impegno assunto aderendo al Global Compact le imprese dovrebbero sostenere e rispettare i diritti umani sia sul luogo di lavoro che in tutti gli ambiti delle loro rispettive sfere d’influenza. Non è solo il diffuso imperativo morale ad adottare condotte socialmente responsabili a dover spingere le imprese verso questa direzione, ma piuttosto la consapevolezza che la salvaguardia dei diritti umani migliori anche le prestazioni dell’impresa stessa. Tra i motivi per cui le imprese dovrebbero impegnarsi nella salvaguardia dei diritti umani ci sono anche:

  • La conformità alle leggi locali ed internazionali: le imprese dovrebbero assicurarsi quanto meno che le loro operazioni siano in linea con le leggi dei paesi in cui operano. Si sta diffondendo sempre di più la tendenza a intraprendere azioni legali contro le multinazionali che conducano pratiche scorrette fuori dal loro paese di origine.
  • Promuovere il ruolo della legge: le imprese che operano al di fuori del loro paese d’origine, potrebbero avere l’opportunità di promuovere e aumentare gli standard in paesi dove l’impegno per il rispetto dei diritti umani è insufficiente. Le imprese che rispettano i diritti umani sono più stabili e contribuiscono a creare un ambiente favorevole agli affari.
  • Rispondere agli interessi dei consumatori: l’avere accesso ad un’ informazione globale consente ai consumatori di essere sempre più consapevoli dell’origine dei beni di consumo e delle modalità di produzione. Un approccio favorevole ai diritti umani può contenere e prevenire l’impatto di una cattiva pubblicità proveniente dalle organizzazioni dei consumatori e da tutte quelle organizzazioni e associazioni impegnate nella salvaguardia dei diritti umani.
  • Gestione della catena di alimentazione: il fatto che l’approvvigionamento e la manifattura dei beni assuma ormai dimensioni mondiali, comporta che un’impresa debba essere assolutamente consapevole delle questioni relative ai diritti umani, e che sia necessario vigilare lungo tutto il percorso della catena di alimentazione. Promuovere le migliori prassi in materia di diritti umani darà la possibilità alle imprese di poter scegliere partner adeguati.
  • Aumentare la produttività e l’affidabilità dei lavoratori: lavoratori trattati dignitosamente e retribuiti equamente, non sono solo più produttivi ma anche più leali nei confronti del datore di lavoro. Inoltre chi è in cerca di lavoro tende ad essere sempre più informato sull’ambiente sociale ed economico dell’impresa alla quale sottopone la sua candidatura.
  • Costruire una buona rete di relazioni nelle comunità in cui operano: le imprese che operano su scala mondiale sono sempre più visibili e soggette ai giudizi dell’opinione pubblica mondiale come conseguenza dei progressi raggiunti dalle tecnologie dell’informazione. Rispettare i diritti umani può dunque avere risvolti positivi per l’impresa, sia a livello delle comunità locali nelle quali esse opera, sia sulla sua reputazione a livello mondiale.

Come può un’impresa sostenere concretamente il rispetto dei diritti umani nell’ambito della sua sfera d’influenza?

Alcune idee:

  • Sviluppare politiche aziendali e strategie in supporto dei diritti umani
  • Sviluppare un sistema di gestione che rispetti le regole della sicurezza e della salute dei dipendenti
  • Organizzare corsi di formazione per lo staff in cui si affrontino tematiche relative ai diritti umani e chiarire come queste siano correlate alla dinamica aziendale
  • Effettuare una valutazione sistematica dei metodi scelti per garantire il rispetto dei diritti umani e prevedere dei meccanismi di monitoraggio costante.
  • Discutere sulle problematiche relative alla salvaguardia dei diritti umani direttamente con i soggetti interessati.
  • Migliorare le condizioni di lavoro attraverso il dialogo e le consultazioni con i lavoratori e i loro rappresentanti

Un esempio di applicazione del Principio n.1: la Daimler Chrysler e la lotta all’HIV AIDS in Sud Africa

Premesse
La Daimler Chrysler è una delle più grandi compagnie produttrici d’auto al mondo, con punti di produzione in oltre 37 paesi. La presenza della Mercedes-Benz nella repubblica del Sud Africa è ormai centenaria. Nel 1999, le varie unità di produzione vennero unite in un’unica compagnia, la Daimler Chrysler South Africa (DCSA), passando sotto l’unica proprietà della Daimler Chrysler AG. In un’economia nazionale largamente basata sull’agricoltura e sulle miniere, la DCSA rappresenta una delle imprese leader nel settore della produzione in Sud Africa. Nel 2001, la DCSA con 4.453 dipendenti, ha prodotto 52.444 utilitarie.1

Problematiche
L’epidemia di HIV/AIDS ha avuto un impatto fortissimo nella Repubblica del Sud Africa. Su un totale di 43,8 milioni di abitanti nel 2001, la UNAIDS ha calcolato che l’11,5% ha contratto la malattia. Negli adulti, appartenenti alla fascia d’età compresa tra i 15 e i 49 anni, la percentuale sale al 20,1%.2
La stessa agenzia ha calcolato che, solamente nel 2001, 360.000 persone sono morte a causa della malattia. In molti paesi, compreso il Sud Africa, il test dell’HIV/AIDS non è svolto con regolarità, allungando così i tempi di diagnosi e di trattamento. Atro problema riscontrato è quello relativo all’accessibilità dei siti in cui è possibile sottoporsi al test, sia perché numericamente pochi sia perché difficili da raggiungere.
Alcune compagnie hanno cercato di combattere l’Aids sul luogo di lavoro, sottoponendo i dipendenti a test obbligatori gratuiti. Questo approccio tuttavia, oltre a violare il diritto alla privacy, ha anche generato forme di discriminazione tra i dipendenti e tra coloro che si candidavano per nuove assunzioni.
La DCSA è stata colpita dal fenomeno dell’AIDS come la maggior parte delle compagnie che lavorano in Sud Africa. La DCSA ha stimato che nel 2001 l’impatto economico dell’Aids, tra casi infetti e decessi, si aggirava per la compagnia intorno all’1,1 milioni di dollari, tra costi diretti e indiretti (il 40% dovuto ai decessi e alle spese mediche e il 36% dovuto alle perdite di produttività).3

Misure adottate
Agli inizi del 1990 , la DCSA ha per la prima volta intrapreso un’azione nei confronti dell’epidemia dell’AIDS . Non ha tuttavia messo a punto una vera e propria strategia prima del 1996 quando, a seguito di consultazioni ripetute tra i vertici della compagnia, i servizi sanitari locali e i sindacati (NUMSA), la DCSA ha elaborato una vera e propria politica per combattere l’AIDS sul luogo di lavoro. Obiettivo principale quello di prevenire nuovi contagi sul luogo di lavoro e tra i dipendenti, prevedere la massima assistenza per coloro già affetti dal virus e assicurarsi che la compagnia affronti sistematicamente e progressivamente le questioni relative alla lotta all’Aids.
Secondo il Dott. Clifford Panter, coordinatore dell’unità della DCSA che si occupa di AIDS, prima del 1999 non esistevano fondi per programmi o monitoraggi sull’HIV AIDS. Tra il 1999 e il 2000 la Fondazione Medica della DCSA, ha iniziato a fornire ai suoi dipendenti i medicinali per combattere il virus.
Sulla base di altri programmi già in corso nel periodo 1999/2000, si è dato inoltre vita ad una importante partnership pubblico-privato, con l’Agenzia Tedesca per la Cooperazione Tecnica (GTZ). La DCSA ha stanziato, per i programmi per la lotta all’Aids, circa 733.000 dollari in tre anni, a partire dal 2000.
Insieme ai Dipartimenti governativi, all’UNAIDS e ad alcuni sindacati, la DCSA ha attualmente in corso i seguenti programmi per combattere l’HIV/AIDS:

  1. Un progetto di educazione e informazione sull’HIV/AIDS per i suoi dipendenti, le loro famiglie e la loro comunità realizzato attraverso sportelli informativi, un Help Desk sulla rete intranet della DCSA ed altre forme di attività educative. Sono stati inoltre distribuiti e messi a disposizione preservativi.
  2. Test HIV anonimi per gli impiegati.
  3. Servizio di assistenza e consulenza per i dipendenti affetti dalla malattia con relativi corsi di formazione per i consulenti.
  4. Assistenza sanitaria per provvedere alle medicine antivirali per i lavoratori affetti dalla malattia.

Risultati
Data la tipologia del virus e la natura della strategia utilizzata per combattere il fenomeno dell’Aids, è molto difficile calcolare i risultati e gli esiti degli sforzi della DCSA. Tuttavia alcuni risultati possono essere facilmente quantificabili. Per esempio, circa 1.750 dipendenti si sono sottoposti volontariamente al test anonimo (Ottobre 2002), 180 impiegati hanno ricevuto un’adeguata formazione sulle problematiche dell’AIDS, mentre 137 impiegati e i loro familiari hanno ricevuto trattamenti per combattere il virus (Agosto 2002). In aggiunta a questi risultati numericamente tangibili, è da notare che attraverso le varie componenti del progetto, la compagnia ha anche ottenuto importanti risultati sul piano della tutela dei diritti umani, in particolare:

  • Il diritto a godere dei massimi standard di salute fisica e psicologica.
  • Il diritto all’informazione e all’educazione.
  • Il diritto alla privacy.
  • Il diritto a non essere vittima di discriminazioni sul luogo di lavoro.

  1. DaimlerChrysler Sud Africa 2001: Relazione Annuale del Gruppo. Pretoria, Sud Africa
  2. UNAIDS/WHO 2002: Epidemiological Fact Sheet South Africa. 2002, update www.unaids.org
  3. Fonte: http://www.warmafrica.com/index/geo/5/cat/5/a/a/artid/239 date accessed 15-08-2003
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