Case study sul principio 3
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Principio n.3:
Le imprese dovrebbero garantire la libertà di associazione
dei lavoratori e riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva |
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In che modo si dovrebbe garantire ai lavoratori la libertà di
associazione ed il diritto alla contrattazione collettiva?
Stabilire un
dialogo reale con i rappresentanti dei lavoratori consente, a lavoratori
ed imprenditori, di comprendere meglio le rispettive esigenze
e di trovare soluzioni ad eventuali problematiche esistenti. La sicurezza
della rappresentanza è un pilastro fondamentale per costruire
rapporti di fiducia da entrambi i lati.
La libertà di associazione e l’esercizio del diritto alla
contrattazione collettiva consentono opportunità per un dialogo
costruttivo e non solo per un confronto, e concentrarsi sulle soluzioni è un
beneficio per le imprese, per i suoi azionisti e per la società in
generale.
Diversi studi effettuati indicano che la dinamica che consegue dalla
libertà di associazione consente di attivare un ciclo di lavoro
dignitoso che aumenta la produttività, gli introiti e i profitti
per tutti i soggetti interessati. La garanzia del rispetto del diritto
alla rappresentanza attuato dando voce ai lavoratori, facilita l’individuazione
di risposte a livello locale alle sfide dell’economia globale e
rappresenta la base per una crescita sostenibile e per attrarre investimenti
sicuri. Ed è tanto più importante che ad essere inclusi
in questo meccanismo siano anche i soggetti normalmente lasciati al margine
di questi processi, in particolare le donne e i lavoratori informali.
Nella pratica le imprese dovrebbero dunque:
- Garantire a tutti i lavoratori
la libertà di formare e aderire
a sindacati e organizzazioni.
- Essere sempre neutrali in merito ad assunzioni,
valutazioni, promozioni, trasferimenti o licenziamenti.
- Fornire agevolazioni
ai rappresentanti dei lavoratori per portare avanti le loro funzioni.
Ad esempio: lasciar circolare il materiale relativo
alle attività delle organizzazioni, lasciare esporre pubblicamente
le informazioni, dare tempo libero retribuito per partecipare
ad assemblee, riunioni ed eventi organizzati dai sindacati e
dalle organizzazioni
scelte.
Al tavolo della contrattazione
- Accettare le organizzazioni rappresentative
- Usare la contrattazione
collettiva come opportunità per trattare
argomenti quali le condizioni di lavoro e di impiego oppure
i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori.
- Cercare la soluzione o la
prevenzione di alcuni problemi tenendo presente
gli interessi dei lavoratori. Ad esempio: rispondere a bisogni
quali la formazione o la ristrutturazione, stabilire regole disciplinari,
assicurare strutture per la previdenza sociale o la sicurezza, sia
per i lavoratori che per le loro famiglie.
- Fornire le informazioni necessarie per
avviare un’equa contrattazione
- Equilibrare i rapporti con i rappresentanti
dei sindacati più influenti
per garantire la sopravvivenza ad organizzazioni più piccole.
Nella
comunità in cui si opera
- Valutare il sistema lavorativo
ed amministrativo dei paesi in cui si opera. Ci sono paesi
in cui la protezione legale è insufficiente
e quindi bisogna assicurare e garantire sicurezza e riservatezza
ai sindacati ed i loro leader.
- Incoraggiare la creazione e l’operatività di
sindacati ed associazioni imprenditoriali a livello nazionale
e locale.
- Informare, la comunità locale, i media e l’autorità pubblica,
che l’impresa ha aderito al Global Compact e che intende
rispettarne i principi, inclusi quelli fondamentali dei diritti
del lavoro
Un esempio di applicazione del Principio n. 3: la
Delta Electronics e la creazione dei sindacati dei lavoratori
Premesse
Tra il 1961 e il 1995, il Prodotto Nazionale Lordo pro capite
della Tailandia è aumentato
di più di 25 volte in termini nominali. Dopo aver goduto del più alto
tasso di crescita tra il 1985 e il 1995, la crisi asiatica della fine
degli anni ’90 ha considerevolmente rallentato l’economia
tailandese. Il Prodotto Interno Lordo ha subito una contrazione di oltre
il 10%, facendo esplodere la disoccupazione. La svalutazione della moneta
tailandese, la Bath, ha accelerato questa problematica. La ripresa è arrivata
nel 1999, da allora la Tailandia ha iniziato a mostrare una crescita
significativa.
La Delta Electronics, fondata nel 1971, è l’azienda tailandese
leader per la fornitura di hardware in Asia. Nel suo quartier
generale nella provincia tailandese di Samutprakarn, la Delta da lavoro
a più di
11.000 persone e gestisce operazioni commerciali e siti di
produzione dislocati in tutto il mondo. La Delta Electronics affilia
quattro consociate:
la Delta Networks, il maggiore produttore di software per
il networking; la Cyntec, un compagnia high-tech specializzata in prodotti
e tecnologie
per pellicole sottili; la Delta Optoelectronics che produce
Led per display di grande taglia e Led al polimero; ed infine la Yuasa-Delta
Technology,
una compagnia che fabbrica batterie ricaricabili. Il suo
direttore esecutivo, Anusorn Muttaraid, ha orgogliosamente spiegato: “Quando
aprite il vostro computer scommetto che troverete il nostro logo su
almeno una
delle componenti hardware”. Al tempo di questo case
study, la Delta Electronics era l’unica compagnia in
Tailandia certificata ISO 14001 e godeva di un eccellente
reputazione nel rapido mercato dell’elettronica.
Problematiche
La Tailandia è un membro fondatore dell’OIL, che a sua volta
ha provveduto a fornire al paese l’assistenza tecnica per rafforzare
la capacità delle organizzazioni di datori di lavoro e di lavoratori
di esercitare il diritto alla contrattazione collettiva, di dirimere
controversie, di cooperare sul posto di lavoro, nonché di rafforzare
le loro capacità nell’ambito della sicurezza sociale e
della contrattazione salariale. La Tailandia conta ben 10 congressi
sindacali,
ma i sindacati sono piuttosto frammentati.
Nel febbraio del 2000, il Parlamento tailandese ha approvato
la State Enterprise Labour Relations Bill (La Carta per
le relazioni di lavoro
tra imprese e Stato), che consente la formazione di più sindacati
nella stessa impresa, così come di aderire a qualsiasi
confederazione sindacale oltre ad includere il diritto
alla contrattazione collettiva.
Ciononostante, solo il 2% della totale forza di lavoro è iscritta
oggi ai sindacati, e la contrattazione collettiva è principalmente
consentita a livello di singola compagnia piuttosto che
a livello industriale. Nel 1998, il turnover degli impiegati
alla Delta Electronics ha superato
l’8% al mese. Questo alto livello di flessibilità non
ha causato solamente grosse spese a livello amministrativo,
ma ha anche
comportato alti investimenti, per le assunzioni e i relativi
costi di formazione, creando un’atmosfera d’agitazione.
Inoltre, i congedi per motivi di malattia erano tali da
non soddisfare minimamente
i lavoratori. In tutto questo, la compagnia stava affrontando
la crisi economica di fine anni ’90.
Misure adottate
Al fine di rispondere a queste sfide e migliorare la competitività della
compagnia, i vertici della Delta decisero di adottare
misure per migliorare la soddisfazione dei dipendenti e la loro identificazione
con gli obiettivi
dell’impresa, diminuendo così la percentuale
di turnover. I membri del Consiglio d’Amministrazione
sapevano che l’abilità e
la preparazione della forza lavoro, avrebbe costituito
un grosso vantaggio competitivo e, come spiegato da un
membro del direttivo della Delta, “tutto
sta nella motivazione e nella predisposizione mentale
dei lavoratori”.
Il Consiglio d’Amministrazione introdusse così una
politica basata fortemente su “cosa vogliono i
lavoratori, e non cosa i datori di lavoro pensano che
essi vogliano”. La Delta ha poi incoraggiato
i lavoratori ad unirsi tra loro nella consapevolezza
dei vantaggi che questo poteva comportare nel formarsi
di opinioni comuni, nello svolgere
contrattazioni affidabili, nel prendere decisioni congiunte.
Ha anche aiutato la creazione di un sindacato del lavoro
con un sostentamento
amministrativo e finanziario. Uno dei principali motivi
per cui la Delta Electronics ha incoraggiato la creazione
del Delta Labour Union (il sindacato
lavoratori della Delta), è il rispetto che i vertici
della compagnia nutrono per il diritto dei lavoratori
di organizzarsi in sindacati. La
Delta ha preso in considerazione i Labour Standards (ILS)
formulati nelle Convenzioni dell’OIL n.87 e n.98.
Queste Convenzioni, pur non rivolgendosi direttamente
ai datori di lavoro, bensì ai governi dei paesi
membri dell’OIL, possono comunque costituire linee
guida e fonti di ispirazione per la strategia delle imprese
che volontariamente decidono
di adottarle.
Risultati
Il Delta Labour Union è il primo sindacato di lavoratori nella
EPZ (la zona industriale nella quale la compagnia è locata), ed
ha lentamente, ma fortemente aumentato il numero degli iscritti. Le tensioni
tra i rappresentanti di lavoratori e datori di lavoro sono diminuite
significativamente dopo che il sindacato è stato creato. Nessuna
procedura formale di contrattazione collettiva è stata adottata
per molto tempo, ma entrambe le parti s’incontrano regolarmente
per confrontare e modificare pareri e posizioni. Ogni due mesi viene
pubblicata una newsletter, viene prodotto un programma televisivo, mentre
la Commissione del lavoro, che è formata da membri del sindacato
e manager, si riunisce regolarmente. Inoltre è stato creato un
Ufficio per le relazioni sul Lavoro, per dirimere la controversie e per
rispondere alle domande riguardanti il diritto del lavoro. Tre anni dopo
l’avvio dell’iniziativa sindacale, la Delta ha migliorato
la sua competitività, ha quasi raddoppiato la sua forza lavoro
e guadagnato nuovi importanti clienti. La compagnia ha anche risolto
il problema dell’alto turnover di lavoratori e dei congedi per
malattia.
I risultati sono impressionanti:
- Il turnover annuale è inferiore al 3%, contro il precedente 100%,
di prima dell’avvio dell’iniziativa
- Il 70%
della forza lavoro è presente al 100%
- La soddisfazione
degli impiegati è notevolmente aumentata
Focalizzandosi
sull’innovazione e su una
gestione orientata sul personale, la compagnia
ha creato le condizioni eccellenti
per continuare la sua crescita e la sua espansione. |
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