Case study sul principio 4
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Principio n.4:
Le imprese dovrebbero eliminare ogni forma di lavoro forzato e obbligatorio |
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Cosa si intende per lavoro forzato e obbligatorio?
Per lavoro forzato
o obbligatorio si intende qualsiasi lavoro o servizio a cui un individuo
viene costretto con la minaccia di ritorsioni o
per il quale questa persona si è offerta volontariamente. Una
retribuzione economica o una compensazione di qualsiasi tipo data ad
un lavoratore non è sufficiente a garantire che non si tratti
di lavoro forzato o obbligatorio. Il lavoro dovrebbe essere offerto
liberamente ed il lavoratore dovrebbe essere libero di licenziarsi
nel rispetto di regole stabilite.
Il lavoro forzato priva le società dell’opportunità di
sviluppare risorse umane per il mercato odierno e di far crescere bambini
capaci e opportunamente istruiti per il mercato del lavoro di domani.
Delle conseguenze negative del lavoro forzato sono vittime gli individui,
in particolare i bambini ma ne risentono negativamente le stesse economie
poiché il degrado del capitale umano e della stabilità sociale
determina investimenti insicuri.
Ritardando lo sviluppo adeguato delle risorse umane, il lavoro forzato
inficia il livello della produttività e la crescita economica
della società in generale.
Per quanto le imprese che operano nella legalità non adottino
normalmente queste pratiche, esse possono indirettamente esserne complici
attraverso i loro fornitori e contraenti. Per tanto tutti i manager dovrebbero
essere consapevoli delle diverse forme e cause del lavoro forzato e di
come potrebbero incorrere in fenomeni di questo tipo.
Il lavoro forzato e obbligatorio può assumere diverse forme:
- Schiavitù
- Lavoro per debiti: una pratica antica ancora in uso
in alcuni paesi che consiste nel fatto che adulti e bambini vengano
obbligati a lavorare
in condizioni di schiavitù per pagare debiti propri
o dei propri parenti
- Lavoro minorile in condizioni di particolare abuso
in cui i bambini sono costretti a lavorare
- Il lavoro dei prigionieri
se essi vengono messi a disposizione di privati, compagnie o associazioni
forzatamente senza la supervisione
delle autorità pubbliche
- Lavoro forzato per svolgere incarichi
richiesti dall’autorità ad
esempio nell’edilizia, nell’agricoltura o nei lavori
pubblici.
- Lavoro per punire individui che abbiano espresso opinioni
o ideologie in contrasto con il sistema politico sociale
o economico esistente
- Pratiche di sfruttamento come straordinari obbligatori
o depositi finanziari obbligati.
Come può un’impresa essere
sicura di aver effettivamente eliminato ogni forma di lavoro forzato?
Le
imprese devono innanzitutto stabilire se il lavoro forzato è un
problema nel loro settore di attività. E’ importante
ricordare che per quanto i casi più gravi si riscontrino
nei paesi in via di sviluppo, il lavoro forzato è presente
anche nei paesi industrializzati e deve per tanto essere affrontato
come un problema mondiale.
Comprendere le cause del lavoro forzato è il primo passo da intraprendere
per poterle combattere. È poi necessaria una serie d’interventi
per affrontare, non solo i bisogni individuali dei lavoratori forzati,
ma anche quelli delle loro famiglie. Per tanto se vengono individuati
casi di lavoro forzato non solo questi individui devono essere assistiti
ma devono essere date loro alternative adeguate.
In generale una combinazione adeguata di azioni sul luogo
di lavoro sulle comunità, è necessaria per
sradicare le pratiche di lavoro forzato.
Sul posto di lavoro
- Dare a tutti i lavoratori una copia del contratto
di lavoro in cui siano chiaramente specificate le condizioni dell’impiego,
la natura volontaria del lavoro, la libertà di rescindere
il contratto (con le eventuali procedure), ed ogni penalizzazione
nel
caso di partenza
o interruzione
del rapporto di lavoro.
- Nel pianificare o condurre operazioni
di mercato assicurasi che non vi siano lavoratori costretti a schiavitù per
debiti o qualunque altra forma di lavoro forzato. Nel caso in cui si
dovesse verificare
una tale situazione sottrarre immediatamente le persone
coinvolte dal posto di lavoro, fornendo servizi adeguati e possibili
soluzioni all’interno
della comunità in cui si opera.
- Istituire politiche
e procedure che proibiscano la richiesta ai lavoratori
di versare depositi finanziari all’impresa.
- Nell’ assunzione
di detenuti, fuori o dentro la prigione, assicurarsi
che i lavoratori siano in possesso del permesso di
lavorare con privati
e che i termini e le condizioni del contratto siano
le stesse di lavoratori liberi.
- Assicurarsi che operazioni
a lungo termine, in cui il datore di lavoro è coinvolto,
non si basino sul lavoro forzato in nessuna fase
di realizzazione.
Nella comunità in cui si opera
- Assistere nella preparazione di
linee guida per associazioni industriali settoriali e piccole e medie
imprese locali dove è noto che si
ammettano la schiavitù per debiti o pratiche
simili di lavoro forzato
- Sostenere e coadiuvare
progetti per lo sviluppo di programmi di istruzione,
e formazione professionale e per la creazione
di consultori per bambini sottratti al lavoro forzato.
- Aiutare lo sviluppo di corsi
di formazione e sistemi di micro-credito per adulti sottratti al
lavoro forzato.
- Incoraggiare programmi sanitari e nutrizionali per lavoratori
sottratti al lavoro forzato pericoloso e provvedere ad
un’assistenza
sanitaria per coloro i quali sono affetti
da malattie professionali generate da
lavoro forzato
Un esempio di applicazione del
Principio n. 4: la WGA Philippines & Manila
Port Authority e la lotta al traffico
Premesse
La Philippine Ports Authority è una corporazione governativa incaricata
del finanziamento, della gestione e dell’operatività dei
porti pubblici dell'arcipelago filippino. Con il transito di 3-5 milioni
di persone che ogni anno attraversano il porto del Nord di Manila, WGA
Philippines & Manila Ports Authority è la più grande
del paese. Una percentuale degli incassi di questa corporazione viene
reinvestita in attività svolte in cooperazione
con le Ong e con alcuni dipartimenti del governo
filippino.
La William Gothong and Aboitiz Inc (WG&A) è la più grande
compagnia di navigazione delle Filippine.
Gestisce il trasporto di passeggeri e di merci attraverso tutte le
principali linee marittime dell’arcipelago.
La Compagnia, attraverso l’espansione
della sua attività,
ha favorito l’occupazione ed è stata
nominata la migliore impresa dell’anno
dalla Hewitt Associates, un’impresa
di consulenza. La WG&A è anche
impegnata in molti progetti di Responsabilità sociale
delle imprese che vanno dai programmi per
il riciclaggio, al supporto
al programma governativo di immunizzazione
Super Garantisadong Pambata, al sostegno
alle scuole locali attraverso la donazione
di libri di testo.
Problematiche
Nelle Filippine è elevatissimo il traffico di adulti e bambini,
dalle aree povere ai centri urbani, per l’industria del commercio
sessuale e per svolgere lavori domestici. Con la falsa promessa di buone
condizioni di lavoro e di una via di scampo alla povertà, queste
persone sono in realtà costrette a condizioni
ben peggiori di quelle precedenti. Ad esempio,
alcuni anni prima di questo progetto,
erano circa 20.000 i bambini costretti alla prostituzione
nella Metro di Manila, la maggior parte dei quali
provenienti dalle aree povere delle
Filippine.
Da un’analisi effettuata nel 2001 dalla Visayan
Forum, una ONG filippina che da assistenza specializzata
ai migranti e ai bambini costretti
ai lavori domestici o trafficati, emergeva che
erano 2000 le vittime del traffico che transitavano
attraverso il porto di Manila del Nord.
Nel rapporto venivano indicati due gruppi di donne
e bambini a rischio. Il primo gruppo era quello
dei soggetti reclutati nelle province da uomini
che lavoravano localmente per conto dei trafficanti.
Il secondo gruppo
riguardava persone che si recavano a Manila autonomamente
in cerca di lavoro o per vivere con le loro famiglie
e che giunte al porto di Manila,
venivano reclutate dai trafficanti.
La ricerca ha consentito ai gruppi locali
di identificare le modalità attraverso
le quali i trafficanti riuscivano a convincere le famiglie dei bambini
ad acconsentire al loro spostamento a Manila con la promessa di un lavoro
domestico. Durante il viaggio i trafficanti davano istruzioni ai bambini
costringendoli a dichiarare falso nome, a mentire sulla loro età e
a spacciarsi per loro parenti.
Altre volte invece erano i bambini a
spostarsi autonomamente nella speranza
vana di essere
accolti al porto di
Manila, da parenti
e amici. Questi
bambini erano esposti al rischio di cadere
nella trappola dei trafficanti che li
attendevano al
porto.
Misure adottate
Nessuna organizzazione e nessuna singola
compagnia avrebbe potuto affrontare
da sola il problema
del traffico di
donne e bambini
nel porto Nord
di Manila. A seguito di una serie di
consultazioni tra imprese locali, l’Autorità Portuale,
la Federation of Free Workers e la ONG Visayan Forum, si è convenuto
che per combattere il traffico dei minori e il
lavoro forzato, fosse necessario un intervento
congiunto in cui ciascun attore coinvolto poteva
contribuire a combattere questo fenomeno. I compiti
sono stati divisi
come segue :
La ONG Visayan Forum ha:
- Provveduto alla formazione della
polizia portuale sotto il controllo
dell’Autorità Portuale
di Manila, sulle tematiche relative
al traffico e ha cooperato con le compagnie
di navigazione e con la polizia nell’identificare
le vittime del traffico e i soggetti
a rischio.
- Aperto una casa di prima
accoglienza la Balay Silungan sa
Daungan, che da
assistenza 24 ore
su 24 alle vittime
del traffico
fornendo
servizi di:
- Riparo temporaneo prima
della reintegrazione
- Informazioni su viaggi, impiego e sui network
di supporto
- Rapida soluzione dei casi, compresa l’assistenza
legale
- Consulenze telefoniche
La WGA Philippines:
- Collabora attivamente con la casa di prima accoglienza
e fornisce informazioni e contatti sui viaggi a giovani
e bambini. Questo tipo di assistenza fornisce informazioni utili ai bambini
per evitare che subiscano
abusi
o sfruttamento una volta
giunti a destinazione.
- Fornisce informazioni generali agli equipaggi delle navi
sul fenomeno del traffico.
- Offre rimpatri gratuiti o scontati ai bambini.
- Offre una custodia sicura
durante il viaggio ai bambini che decidono di ritornare a casa
o li indirizza personalmente agli assistenti locali.
La Federation of Free Workers:
- Si occupa dei bambini in difficoltà o
di quelli che sono riusciti a scappare dai loro datori di lavoro.
- Fornisce ai centri, cibo e materiale di prima necessità per
il sostentamento dei bambini.
La Manila
Port Authority:
- Provvede alla casa di ricovero dell’Ong Visayan Forums e ne
copre le spese amministrative
e quelle di manutenzione della struttura.
- Lo staff dell’Autorità Portuale
indirizza i bambini e tutti coloro in difficoltà alla
casa di accoglienza.
- La
Polizia portuale e la Guardia costiera a turno controllano i viaggiatori
sospetti ogni volta
che una nave attracca nel porto.
Risultati
Grazie al progetto
della ONG Visayan
Forum, nel
2001, 500
vittime o
persone a rischio
di traffico
sono
state salvate
e assistite.
Molte di queste
persone sono
state o rimpatriate o è stato
trovato loro un impiego
sicuro a Manila. Il
progetto ha avuto tanto
successo da essere
stato
recentemente esteso anche ad altri porti delle Filippine. |
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