Case study sul principio 9
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Principio n.9: Le imprese
dovrebbero incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie
che non
danneggiano l’ambiente |
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Cosa si intende per tecnologie che non danneggino l’ambiente?
Incoraggiare
lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che non danneggiano l’ambiente è una
sfida di lungo periodo per un’impresa
che dovrà impegnarsi sia dal punto di vista delle gestione che
della ricerca. Per quanto concerne l’adesione al Global Compact
per tecnologie che non danneggiano l’ambiente si intendono quelle
descritte nel Capitolo 34 dell’agenda 21 vale a dire quelle sane
per l’ambiente. L’agenda 21 definisce tecnologie sane per
l’ambiente quelle “che proteggono l’ambiente, sono
meno inquinanti, usano tutte le risorse in modo più sostenibile,
riciclano i loro rifiuti e prodotti e gestiscono i rifiuti residui
in un modo più accettabile rispetto a quanto facessero le tecnologie
che esse sostituiscono. Non si tratta di singole tecnologie ma di sistemi
generali che includono know-how, procedure beni e servizi, attrezzature
così come processi organizzativi e gestionali”.
E’ importante capire come questa ampia definizione includa lo smaltimento
e le tecniche di monitoraggio ma soprattutto incoraggi approcci sempre
più preventivi rispetto all’inquinamento e all’utilizzo
di tecnologie di produzione più pulite. L’aspirazione di
questo principio è dunque quella di ambire a tecnologie pulite
in funzione del beneficio umano piuttosto che concentrarsi sulla produzione
fine a sé stessa.
Le tecnologie proficue per l’ambiente ci consentono di ridurre
l’uso di risorse finite e di utilizzare quelle esistenti in modo
più efficace. Ad esempio i miglioramenti nella produzione delle
batterie hanno consentito di ridurre in modo significativo l’uso
di metalli pesanti tossici con un conseguente beneficio sostanziale per
i consumatori.
Lo smaltimento, il trattamento e l’accantonamento dei rifiuti
sono estremamente costosi sia in termini finanziari che ambientali.
Poiché le
tecnologie sane per l’ambiente generano meno rifiuti residui,
l’uso
continuo di tecnologie inefficienti aumenta i costi operativi per le
imprese. Inoltre comporta il concentrarsi sui controlli e sui rimedi
piuttosto che sulla prevenzione. Al contrario evitare gli impatti ambientali
attraverso la prevenzione dell’inquinamento e attraverso la progettazione
di prodotti ecologici aumenta l’efficienza e la competitività delle
imprese e può anche condurre a nuove opportunità di investimento.
Riducendo l’inefficienza operativa, le tecnologie sane per l’ambiente
comportano anche una minore emissione di agenti contaminanti per l’ambiente
di cui beneficiano in primo luogo gli stessi lavoratori che vengono
esposti a contatto con materiali pericolosi in modo estremamente ridotto
oltre
al fatto che a ridursi è anche il rischio di disastri ambientali
veri e propri.
Come le imprese possono promuovere l’utilizzo e
la diffusione delle tecnologie sane per l’ambiente?
Impegnarsi
nel rispetto del principio n. 9 dipende dalla dimensione e dalla natura
dell’azienda, in ogni caso tutte le imprese ambiranno
a migliorare i loro profitti ma a far sì che essi provengano da
un uso più efficiente delle risorse. Poiché questo principio
include sia le tecnologie hard che i sistemi soft le modalità di
applicazione sono numerose.
Al livello di singola unità produttiva il miglioramento della
tecnologia potrebbe essere effettuato attraverso quattro mezzi principali:
- Modificare
le tecniche o i processi di fabbricazione: dall’applicazione
di semplici modifiche all’introduzione di sistemi più sofisticati
che richiedono un impegno di ricerca e sviluppo.
- Cambiare i materiali
di fabbricazione: in modo da utilizzare ad esempio, materie prime
meno tossiche.
- Modificare i prodotti: ad esempio passando dai solventi a
vernici “ad
acqua”
- Riutilizzare materiali nei siti lavorativi: separando,
trattando e recuperando materiale utilizzabile dai rifiuti, le
cosiddette “sinergie
di produzione”.
Le misure strategiche volte a migliorare la
tecnologia includono:
- Stabilire politiche corporative o a livello
di singola impresa, sull’uso
di tecnologie sane per l’ambiente
- Produrre pamphlet informativi
per gli stakeholder, che illustrino le performance ambientali
e i benefici che nascono dall’uso di tecnologia
sane per l’ambiente.
- Basare la ricerca e lo sviluppo sulle “regole
della sostenibilità”.
- Utilizzare lo strumento della
Valutazione del ciclo vitale (LCA) nello sviluppo di tecnologie
e di prodotti, così da considerare gli
impatti ambientali della fabbricazione, dell’uso e del
successivo smaltimento del prodotto.
- Impiegare la Valutazione di tecnologia
ambientale (EnTA), uno strumento d’analisi preposto ad assicurare
che i processi decisionali relativi alla produzione siano sostenibili
per l’ ambiente.
- Esaminare i criteri e le politiche d’investimento
per i fornitori, e i clienti, per assicurare che le gare rispettino
i criteri minimi sul
rispetto dell’ambiente.
- Cooperare con altre industrie per
assicurare che “le migliori tecnologie
disponibili siano alla portata di tutti.
Un esempio di applicazione
del Principio n. 9: la BASF
Premesse
La Basf è una delle maggiori compagnie chimiche al mondo. La
sua linea di prodotti include: additivi chimici di alto valore, materiale
plastico, coloranti e pigmenti, rivestimenti industriali e automobilistici,
agenti per la protezione dei raccolti, petrolio e gas. Nel mondo
la Basf
ha 93.000 impiegati e opera in 38 paesi differenti. La Basf ha
applicato il principio 9 in materia ambientale, realizzando analisi
sulla eco-efficienza
e promuovendo questo tipo di approccio anche con alle altre compagnie
nel mondo.
 Problematiche
Lo scopo dell’analisi realizzata dalla Basf sull’eco-efficienza è stato
quello di affrontare il problema della disarmonia e della mancanza di integrazione
tra economia e ecologia.
Questa analisi riguarda l’intera fase del ciclo produttivo. I suoi modelli
di eco-efficienza servono come strumenti per aiutare le attività dell’azienda
a diventare più sostenibili. Dal 1996 la compagnia ha maturato un’ampia
gamma di esperienze con l’applicazione di questo software di base a livello
operativo in grado di valutare quale attività d’impresa meriti
di essere realizzata dal punto di vista della sostenibilità ambientale.
La Basf è stata una delle prime compagnie chimiche a sviluppare un progetto
di analisi di eco efficienza per i suoi prodotti e per i suoi processi produttivi.Misure
adottate
La prima fase dell’analisi consiste in una valutazione dell’impatto
ambientale tenendo conto di fattori quali la materia prima e il consumo
energetico, le emissioni di aria e acqua, metodi dispositivi, potenziale
di tossicità e
ulteriori rischi. La seconda prevede l’analisi economica dei
vari costi sostenuti per la fabbricazione e/o l’uso del prodotto.
Successivamente i dati raccolti nelle due fasi vengono introdotti
in un grafico (vedi sopra)
che consente di ottenere la valutazione dell’eco efficienza
di un prodotto o di un processo produttivo. Realizzando queste analisi
di eco efficienza dei
prodotti e dei processi produttivi (quelli della Basf così come
quelli dei suoi concorrenti), la Basf è in grado di individuare
le potenzialità di
miglioramento delle politiche ambientali su cui basare le decisioni
strategiche di lungo periodo. Fino ad ora la Basf ha analizzato circa
120 dei suoi prodotti
e processi di produzione. L’analisi può essere usata
per il completo ciclo vitale del prodotto, tenendo in considerazione
l’impatto ambientale
del prodotto e del suo processo di fabbricazione, il comportamento
del consumatore e le varie possibilità di riciclaggio.
Risultati
La Basf crede che la sua analisi di eco efficienza possa costituire
uno strumento per valutare la sostenibilità ambientale delle differenti tecnologie.
La Basf ha fatto passi avanti per rendere il suo progetto d’analisi sull’eco
efficienza alla portata di altre compagnie, in particolare quelle che lavorano
nei paesi in via di sviluppo. La compagnia ha organizzato convegni per le imprese
e per le organizzazioni della società civile, per discutere la potenzialità del
suo strumento ed ha organizzato workshop di formazione per valorizzare i benefici
dell’analisi d’eco efficienza all’interno della struttura
del Global Compact. La Basf ha sviluppato un manuale che spiega come usare
lo strumento e illustra le lezioni che la compagnia ha imparato con l’applicazione
pratica all’interno della sua stessa attività d’impresa.
La Basf si è unita alle agenzie del Global Compact, l’UNIDO e
la UNEP, nell’applicare l’analisi d’eco efficienza al National
Cleaner Production Centre (NCPC) in Marocco. |
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